Inside Consulting | Una novità per la tutela dei propri diritti: la Corte Nazionale Arbitrale
Via Alberto Pansa 55/I - 42124 Reggio Emilia
tel. 0522 1841772

L’Unione Nazionale delle Camere Civili, pur fermamente convinta che costituisca dovere primario, insostituibile e irrinunciabile dello Stato garantire il diritto di ogni cittadino di accedere alla giustizia per la tutela dei propri diritti, vede tuttavia con favore le forme alternative e sussidiarie di risoluzione delle controversie, alle quali il medesimo cittadino deve, ove lo voglia, poter liberamente accedere.
In questo ambito, particolare attenzione meritano le procedure arbitrali, che possono costituire un’importante e alternativa forma di “giustizia privata”.
I limiti alla diffusione dell’arbitrato sono stati, fino ad oggi, costituiti principalmente dagli elevati costi delle procedure e dalla natura delle strutture arbitrali che, anche al di fuori degli arbitrati ad hoc, hanno sempre avuto vocazione localistica con tutti i limiti derivanti da tale vocazione: la non sufficiente terzietà e, spesso, anche scarsa preparazione tecnico-deontologica degli arbitri e carenze di forme certe di tutela.
In quest’ottica l’UNCC ha costituito la “Corte Nazionale Arbitrale” come istituzione autonoma e indipendente, presente su tutto il territorio nazionale, tesa a garantire l’assoluta terzietà e preparazione degli arbitri, con costi contenuti, predeterminati sulla base di tariffe certe.
Per la nomina degli arbitri ci si è ispirati ai principi di apertura e trasparenza.
Apertura nel senso che la Corte Nazionale Arbitrale seleziona gli arbitri attraverso corsi di alta formazione.
Trasparenza perché si è scelto di istituire un Elenco Nazionale dove sono elencati i nomi degli arbitri, la loro sede di attività e i loro curricula con le competenze specifiche.
I componenti della Giunta Nazionale dell’UNCC e degli organi della Corte Nazionale Arbitrale non possono essere nominati arbitri, ancorché presenti nell’Elenco Nazionale, per tutto il periodo del loro mandato.

Per semplificare è stato scelto di indicare in Regolamento la sede dell’arbitrato nel Territorio della Repubblica ed è stato fatto un richiamo espresso al codice di procedura civile italiano: l’arbitrato è dunque nazionale, salvo diverse indicazioni delle parti.
Ciò non significa che l’arbitrato della Corte e il suo Regolamento non siano idonei a procedure arbitrali che presentino elementi di internazionalità.

0 Comments

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi