Inside Consulting | Recupero Crediti: La ricerca telematica dei beni da pignorare.
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La Legge 162/2014 che ha convertito il Decreto 132/2014 (Decreto Giusitizia) ha introdotto l’art. 492 bis del cpc che disciplina la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare. Infatti viene soppresso il comma 7 dell’art 492 cpc che disciplina le modalità di ricerca tradizionale che non ha dato esiti positivi, in quanto rivelatosi lento e farraginoso.
Ora la Legge prevede al Creditore la possibilità di accedere, con una determinata procedura, alle banche dati della Pubblica Amministrazione, all’Anagrafe Tributaria, all’Archivio dei rapporti finanziari, al Pubblico Registro Automobilistico e ai database degli Enti Previdenziali. L’obiettivo è quello di individuare tutte le informazioni possibili che riguardano il patrimonio del debitore (beni mobili, mobili registrati, immobili, crediti, titoli ecc) da sottoporre ad esecuzione, affinchè questi possano soddisfare le ragioni di credito fatte valere dal creditore.
Secondo il nuovo articolo 492bis cpc il Creditore con istanza al Presidente del Tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede chiede di autorizzare l’Ufficiale Giudiziario di procedere alla ricerca telematica dei beni del debitore.
Il Presidente del Tribunale, verificato il diritto del creditore ad intraprendere l’esecuzione forzata e se ne ravvisa la fondatezza, autorizza la ricerca telematica e dispone che l’Ufficiale Giudiziario acceda con collegamento telematico ai dati contenuti nelle banche dati di cui sopra.
L’ufficiale Giudiziario, al termine della verifica, redige processo verbale nel quale indica tutte le banche dati interrogate e i relativi risultati. Se dalla consultazione sono state individuati beni di proprietà o appartenenti al debitore, compresi nel territorio di competenza dell’Ufficiale Giudiziario, quest’ultimo provvede d’ufficio al pignoramento, senza ulteriore impulso del creditore. Se invece i beni si trovano fuori dal territorio di competenza dell’Ufficiale Giudiziario che ha svolto le ricerche, copia autentica del verbale è rilasciata al creditore che ha tempo quindici giorni dal rilascio per rivolgersi all’Ufficiale territorialmente competente. Se il termine decorre senza alcuna attività, la richiesta di pignoramento perde efficacia.
Nel caso in cui, l’Ufficiale Giudiziario non trovi un bene individuato consultando le banche dati, intima al debitore di indicare entro il termine di quindici giorni, il luogo in cui il bene sottratto si trova, avvertendolo che l’omessa o falsa comunicazione è punita con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a 516€.
Se l’Ufficiale ha individuato, tramite la ricerca telematica presso le banche dati degli Enti, crediti del debitore o cose che sono nella disponibilità di terzi, potrà notificare, tramite PEC o fax al debitore e al terzo il verbale di pignoramento relativo al bene individuato grazie alle ricerche effettuate.
Purtroppo siamo in attesa delle disposizioni attuative e dell’adeguamento tecnologico degli uffici giudiziari.
Infatti occorre attendere le modalità e i limiti dell’accesso telematico alle banche dati, il loro trattamento e le tutele alla riservatezza dei debitori.
Allo stato attuale stiamo attendendo il parere del Garante sulla privacy.
Avv. Massimo Romolotti

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